Parlavo con un amico di una cosa e mi è venuto in mente questo… che poi è riconducibile a cosa ho scritto qui:
Di fronte ad una decisione da prendere ci illudiamo di avere i “toni grigi” a consolarci per evitare la nostra drasticità decisionale. E così spesso ci coccoliamo con il pensiero di aver fatto la cosa giusta o quantomeno quella più giusta in assoluto nel contesto del problema.
Allora faccio un esempio stupido e da informatico logorroico e penso… per leggere il seguito immaginatemi con addosso gli occhiali, la lente destra scheggiata e l’asta sinistra tenuta su con dello scotch trasparente.
Pronti, partenza, VIA!
Domanda:
“Mi vuoi sposare?”
Risposta informatica:
A: io voglio e tu vuoi = SI
B: io voglio e tu no = NO
C: io non voglio e tu si = NO
D: io non voglio e tu neppure = NO
adesso… il caso A è positivo al 100%, il caso B è negativo al 100%. I restanti casi C e D non sono da considerare perché nel primo caso se io non voglio è inutile che chieda, nel secondo se io non voglio è inutile sapere se tu vuoi o no per cui, di nuovo, inutile.
Quindi, anche da un punto di vista matematico le cose mi danno ragione e per ogni domanda le “reali” risposte sarebbero quattro… le cose di mezzo hanno un senso? Ammetto che forse la domanda sul matrimonio è un tantino… come dire… “estrema” ma questo schema è applicabile a molte domande alle quali ci rispondiamo in maniera bugiarda.
Sono diventato pazzo, eh?
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I was chatting with a friend the other day… when out of the blue I had this intuition… directly connected to what you might read here:
When you have two alternatives… you play with yourself cuddling with the feeling of an half-way-decision… or, better, you walk your way and do what you feel has to be done, no matter what?
Since it’s a quite sticky situation, here comes an example but before that… beware… picture me with specs on, one glass almost broken and all kept together via crystal-clear tape.
Ready, steady? GO!
Question:
“Do you want to marry me?”
Computer-like answer:
A: I do want and you do want = YES
B: I do want and you do not want = NO
C: I do not want and you do not want = NO
D: I do not want and you do not want = NO
Hence… A is positive, 100% positive, and B is negative, 100% negative. Referring to the other 2 options… C and D are obviously not to consider at all, because what’s the use in posing a question like that if I am actually not interested? And more… what’s D case has to do with it if we both don’t agree on the subject? Got it?
So… from a mathematical point of view this proves me right and for every question you can get up to 4 different answers… so I wonder… what’s the sense of the in between ones? Ok ok I admit it… the story about the marriage is a bit strong I’d say, but this kind of a scheme can be applied to a lot of questions that we answer with a lie.
Gone crazy already? Maybe…


la risposta e’ “si”.
ovviamente, alla domanda se sei diventato matto…
ma in fondo, informatico logorroico lo sei sempre stato, quindi no, tutto normale, non sei diventato matto.
altre risposte “di mezzo”?
Dipende… Orange… dipende… potrei dire che sono pazzo al 100% eliminando così ogni altra inutile definizione (perchè la pazzia la includerebbe a prescindere) oppure… oppure dare spazio ad altre mie devianze sociologiche diminuendo il numero fino a… non so… 80? 70?… ma a pensarci bene… anche qui vale il discorso di prima!
Per cui se sono pazzo al 50%… il 50 rimanente?
Mah…
R
non sei diventato matto al centopercento, ti rimane un buon cinquantapercento di sanita’ mentale…
ad ogni modo alibi alibi alibi, sono gli alibi che ci permettono di vivere, le giustificazioni che troviamo con la nostra testa. vogliamo le cose fatte a modo nostro, cosi’ come la nostra pancia vuole, ma questo non si puo’, quasi mai, e quindi troviamo una giustificazione
per fortuna o purtroppo?
Direi sia per fortuna che purtroppo.
Siamo abituati a tutto e ad averlo subito.
Desideriamo con la pancia… poi la testa ci indica che è difficile e così mutiamo il nostro volere e le nostre inclinazioni… e le cose fatte a modo nostro restano nel nostro desiderio insoddisfatto.
La giustificazione uccide la creatività, credo…
Sia per fortuna… che purtroppo…