| Versione in studio: |
Quando ho scritto Malibù suonavo con un caro amico di nome Adriano. Oggi Adriano non c’è più. Adriano scriveva testi intelligenti e avevamo cominciato a ipotizzare un gruppo dove lui potesse cantare le sue cose. Io lo avrei aiutato per quel che riguarda la musica. Abbiamo fatto diverse serate con questo gruppo, i Signori, questo era il nome. È stato un periodo strano per me… Adriano ha dato il via ad un gruppo che è poi diventato piuttosto famoso a livello nazionale ma non lo ha seguito, non ha potuto per problemi di carattere personale piuttosto gravi. E adesso che sembrava in qualche modo pronto capiva di avere perso in qualche modo il treno. Parlando insieme di questo una sera mi è venuto in mente di dire che “aveva sbagliato festa” e questo è stato il punto scatenante del resto del testo. Questa parla di me e di Adriano. Ci troverete a Malibù. Il pezzo non ha mai avuto un titolo, per diversi anni l’ho chiamato “Non lo so” per pura ammissione… non ne avevo idea! Solo ultimamente, un po’ per scherzo, ho deciso che questo pezzo poteva essere Malibù, ma solo per il fatto che si tratta dell’ultima parola del testo! A volte trovo geniali le idee più stupide.
Non lo so
Che cosa voglio fare
Non so neanche bene dove voglio andare
So solo che così non va
Non mi va
Di ridere e scherzare
Non voglio stare neanche qui ad ascoltare
Qualcosa che non mi va più
Cosa mi passa per la testa
Paura, timore, rimorso di aver sbagliato festa
Cosa mi passa per la testa
Paura, timore, rimorso di aver sbagliato festa
La realtà
Mi vede un po’ perplesso
E vedo tutti quanti i sogni giù nel cesso
Se vado via non torno più
Vado via
Saluto tutti quanti
E non mi fermerete non ci sono santi
Ci rivedremo a Malibù
Cosa mi passa per la testa
Paura, timore, rimorso di aver sbagliato festa
Cosa mi passa per la testa
Paura, timore, rimorso di aver sbagliato festa

