Il suono indefinito

redd

Qui sono raccolti tutti i commenti relativi al Suono indefinito, in questa pagina infatti sono state pubblicate le varie versioni del pezzo fino ad arrivare alla forma definitiva che potete ascoltare in streaming direttamente da qui. I commenti sono ovviamente aperti e ci servono le opinioni di tutti…

Il suono indefinito è una canzone di molti anni fa… oltre dieci… nel 1997 il testo è uscito in automatico ed in pochi minuti, ero ossessionato all’epoca dal fatto che avevo circa 27 anni e che volevo a tutti i costi che qualcuno ascoltasse i miei pezzi. Ero però troppo timido forse, o semplicemente insicuro e così per anni questa canzone è rimasta lì ad aspettare come un campo a maggese. Il tema dell’attesa e del tempo che passa, delle cose che cambiano mano a mano che si va avanti e si cresce penso che sia molto presente nelle cose che scrivo.
Gli accordi su cui questo pezzo si muove, fra l’altro, sono accordi che non sono in grado di suonare, almeno non con tutti i colori che ho nella testa e questo ha aggiunto sicuramente una specie di struggimento nei confronti di questo pezzo. Nell’estate del 2007 ho fatto ascoltare a JDM questa canzone chiedendo a lui, data la sua profonda conoscenza dell’armonia, di arrangiare per me la parte appunto armonica. La stesura iniziale è identica a quella che si può ascoltare oggi, certo, meno elaborata e più semplice.
Eccolo qui, il mio suono indefinito…

Rob

Versione live del 24/01/08 al The Beach di Torino:


Ho in testa un suono indefinito
E mi attanaglia la mente
Vorrei andare in giro a dirlo a tutta la gente
Che parla che giudica, che guarda e che ascolta
E che ai nuovi arrivati apre sempre la porta
E dice “Prego, entri, mi faccia ascoltare
Si metta pure comodo e faccia ciò che deve fare”
Ed io in quell’istante sfrutto il mio momento
E suono la mia musica e ciò che io propongo

È un suono un po’ bastardo ma col pedigree
Se resti ad ascoltare te lo spiego, siedi lì
È un rock un po’ mischiato con del jazz e l’hip-hop
Con influenze metal, funky a volte pure pop

Non so come chiamarlo ma so già chi lo suona
Ed ho imparato a farlo come per passaparola
Qualcuno un giorno disse
“Roby resta ad ascoltare
Questa è musica ribelle che vien giù da oltre mare”

È un suono un po’ bastardo ma col pedigree
Se resti ad ascoltare te lo spiego, siedi lì
È un rock un po’ mischiato con del jazz e l’hip-hop
Con influenze metal, funky a volte pure pop

Forse è il risultato dei miei ascolti in questi anni
O forse è il nuovo modo che ho trovato a fare danni
Ma a dirlo son sincero e mi piace veramente
Questo suono indefinito
Che attanaglia la mia mente

Ho in testa un suono indefinito e mi attanaglia la mente
E vorrei andare in giro a dirlo a tutta la gente
Ho in testa un suono indefinito e mi attanaglia la mente
E vorrei andare in giro a dirlo a tutta la gente

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