Lo apprendo solo oggi, solo ora, evidentemente la cosa è stata nascosta alla stampa… oggi parlo di Richard Wright, un ragazzotto inglese che in gioventù si è unito ad altri 3 più o meno suoi coetanei per mettersi a suonare, prima con un progetto dal nome Sigma6 e infine con il nome definitivo di Pink Floyd. Richard è stato autore di alcune delle canzoni più famose ed intense, la sua tastiera ed il suo muro di suono erano fondamentali per dare il giusto supporto alla chitarra di Gilmour e molti produttori dell’epoca hanno imparato ad usare il tappeto fornito dalle tastiere proprio studiando le sue sovrapposizioni…
Beh, Richard Wrigth è morto ieri 15 settembre… i Floyd sono uno dei miei gruppi preferiti.
Oggi è una giornata un po’ così, grigia anche se c’è il sole… buon viaggio Richard… ascolto uno dei tuoi pezzi, il grande concerto nel cielo…

The press kept silence on this… it’s a breaking news for me… today here I am talking about Richard Wright… and english lad that in his teen-age years started to play with 3 blocks more or less his age. The band was formerly known as Sigma6 but later on the name was changed in Pink Floyd. Richard is the author of some of the most famous songs from this band, his keyboard and his “wall of sound” were the right support for Gilmour and his guitar and a lot of producers at that time studied his approach for their future productions…
Well… Richard Wright died yesterday sept 15th. And Pink Floyd is one of my favourite bands…
Today is an average day… I see the sky grey even if I am under the sun…. bon voyage Richard, I listen to one of your creations… the great gig in the sky…



Mi accodo Rob…
Bleek… la coda è lunga mi sa (battuta di dubbio gusto ma penso sia vera!)
Eccomi a ruota con i brividi che ricordo di un loro concerto a Torino
Se ti riferisci ad un concerto negli anni ’90 (non ricordo di preciso) c’ero anche io…
Caro Rob
mi accodo anch’io (alla lunga coda), dato che, come ben sai dal mio blog, la notizia mi ha rattristato molto.
Dedico a lui, e a tutti noi vecchioni Pinkflydiani, questi due versi:
And if the band you’re in starts playing different tunes
I’ll see you on the dark side of the moon
In effetti ho visto la notizia su un giornale online e poi prima di pensare a scriverci qualcosa su mi sono fatto il mio quotidiano giro sui blog… ed ho letto il tuo articolo prima di scrivere il mio.
Riguardo al playing in different tunes… i Floyd sono spesso stati capaci di dimostrare che è possibile!
Mi unisco alla coda con ritardo, ma non avevo molta voglia di scrivere parole… I Pink Floyd sono stati la colonna sonora di uno dei momenti più belli, importanti e dolorosi della mia vita.
Ben ritrovato,Rob.
Heilà bentornata!!!! Ho visto che anche tu hai ripreso a dire la tua sulle tue pagine…
Ciao Rob, sono completamente fuori contesto ma voglio ringraziarti di avermi inserito tra i tuoi blogger e ancor più di aver messo accanto al tuo, il nome del mio gruppo. Con enorme fatica stiamo cercando di risorgere, ricominciando ex novo, dopo essere morti al noto. L’assenza e il silenzio che provoca portano all’oblio.
E ciao Wright, alla prossima vita.
“Each day, the rebirth of the fallen.”
Ringraziarmi di che???????
Il blogroll è mio e me lo gestisco io, si diceva così negli anni Settanta no?