Sensazioni che tento di annegare nel Calvados ma che in realtà galleggiano fin troppo bene. Siamo abituati a rispondere a memoria completando la frase “L’importante non è vincere” e noi come pecore dietro al pastore diciamo “Ma partecipare”.
Ma non è vero, non è affatto vero. Esattamente per il principio che qui è già stato scritto, ovvero che le occasioni che perdi tu le sfrutta qualcun altro, dico che De Coubertain per quanto illuminato e in buona fede ha detto una cosa che oggi è inapplicabile. Figlio del mio tempo non mi permetto di dire se fosse inapplicabile anche al suo tempo ovvero quando lui la rese pubblica. Ma io non sono uno storico non serve a me questo.
Il punto è che serve partecipare ma serve sopratutto vincere. Non sempre è colui che finisce “in prima posizione” ad aver effettivamente vinto perchè, si sa, a volte anche chi perde vince, però diciamo che come norma generale il primo classificato ha un senso, tutto il resto può essere un buon contorno ma che è fine a sè.
E viene da liberare un forte urlo, un “Perchè?” sospeso in un punto indefinito fra Torino e la luna di questa notte. Il pericolo è che sia direttamente la luna a rispondere in modo inquietante: “Perchè no invece…”
Noi siamo ciò che meritiamo di essere?
Siamo ciò che noi mangiamo?
Io sono quindi suono, io suono quindi sono?
Abbiamo il giusto o viviamo per ciò che ci manca?
Perchè no… invece…
Feelings are drowning in my glass full of Calvados but they’re good at swimming, much too good. We’re used to this, we’re told since we’re kidz that “The important thing in life is not to triumph but to compete”
This is not true, not at all. The point is, as I said here someplace else, that somebody gets the chanches you refuse to take and I say that what De Coubertain stated, illuminate mind for the Olympic philosophy, maybe today outdated or simply not applicable anymore. I am son of my time as he was of his and there’s no clue for me in finding if at his times this was more applicable than today.
The point is that “to compete” is good but “to win” is what matters in the end. Not every time when somebody wins he actually wins, ok, sometimes happens that you win when you lose but we can say as a general rule that the higher place of the podium is the place to be, the rest gets lost somehow.
And I scream from top of my lungs WHY, suspended in an undefined place between Turin and the moon that tonight shines bright. Trouble is if the moon tries to answer to this question “Why not then…”
Are we what we deserve to be?
Are we what we eat
I am because I play, I play because I am?
Do we have what’s good for us or do we live for what’s missing?
Why not, then…


Chi per il solo fatto desideri annegare qualcosa nel Calva non solo gode di tutta la mia stima ma anche del mio affetto.
il video questa volta però non l’ho “presentato”…
Quoto innanzitutto ikol22 e condivido la passione per il Calvados
Il video non c’è bisogno di presentarlo: un capolavoro di film e di colonna sonora, oltre a questa scena animata bellissima e inquietante come, del resto, tutto il film…
Venendo alle domande che ti poni alla fine del post direi:
1. Il merito da che dipende? mi sembra un concetto ‘religioso’, tipo sono stato bravo e buono quindi mi merito di… Forse, siamo semplicemente il frutto di una serie di componenti, interne e d esterne, ambientali e genetiche. Alcune le controlliamo, altre no. Forse, potremmo/dovremmo esplorare angoli di noi stessi che reputiamo noti e che, invece, spesso non conosciamo affatto; va da sé che esiste la sfiga!
2. spero proprio di no… altrimenti sarei senza glutine!
3. tu sei quando suoni e quando non suoni, magari diverso nei due momenti, non necessariamente più vero in uno che nell’altro;
4. se ci manca sempre qualcosa… non so. credo che abbiamo tutto quello che ci serve, quello di cui spesso avvertiamo la mancanza è qualcosa relativo alla nostra realizzazione personale. Fatta eccezione per i soldi per pagare le bollette, naturalmente!
…e, comunque, per motivi diversi dai tuoi, condivido e urlo con te:”PERCHE!?”
Oh Vicky…
andiamo per punti:
1 – beata è l’ignoranza, chi non sa non fa, chi sa fa. da qui il concetto che chi sa magari ha aspettative ma il fatto che queste non siano seguite da risultati apprezzabili mette in dubbio il fatto stesso di sapere. quindi la sfiga esiste? non so, se esiste la sfortuna allora esiste anche la fortuna e qui si apre un post a parte forse perchè di cose da dire ce ne sarebbero parecchie, un numero intorno alle seimila unità
2 – vero, ma la questione del glutine è estremistica, siamo cosa mangiamo inteso come cibo interiore…
3 – le nostre mille maschere, brilliant disguise…
4 – accidenti qui è vero, PERCHE’ dunque? si torna daccapo al punto uno, fatti non per vivere come bruti, ma i bruti spesso vivono meglio
…detto tra noi, preferisco non credere alla sfiga/fortuna, tranne per casi di grosse vincite al superenalotto! Quindi, quando qualcosa non va, tendo a lavorare su me stessa e se continua a non andare, cambio strada perchè è anche giusto essere realisti e rendersi conto di ciò che possiamo o non possiamo fare…
Se avessi mai pensato di fare la top model, ad esempio, considerata la mia (non)altezza sarei stata poco realista. Diciamo, invece, che migliorare la mia qualità di vita dipende al 99% da me. E sono abbastanza severa con me stessa…
Mizzica Vichi…ti piace dissetarti eh ?
solo per lo splendido video che hai postato devo soffermarmi a darti le mie alienanti risposte: sì, siamo ciò che mangiamo, non siamo ciò che ci meritiamo di essere e viviamo per ciò che ci manca… una visione terrificante, certo, ma è risultato di anni di vita e frustrazioni
Un caro saluto
@jdm… e si, pare che in effetti alla Uichi piaccia!
@Martina: infatti a “questo giro” non l’ho neppure presentato. Visione atroce si, ma vera, che fare dunque?
Ho capito, ma come resistere al Calvados?
E, scusate, non sono d’accordo con Martina. La sua è una visione senza possibilità di (ri)uscita.
Penso che quando ci si accorge di vivere in funzione di ciò che manca o di non ‘meritarsi’ determinate situazioni (e continuo a non condividere il concetto di merito) si può reagire e cambiare le cose.
Spesso, noi crediamo di reagire ma continuiamo a fare gli stessi errori, magari di valutazione, e restiamo sempre fermi allo stesso punto. Ogni reazione ha una conseguenza e se questa è ‘il nulla’ significa che dobbiamo cambiare qualcosa.
Io non vedo la vita in maniera così atroce… atroci sono le idee distruttive, i comportamenti alienanti e sentimenti come odio e invidia. Tutte cose che appartengono all’uomo e non alla vita.
Dicevano i Victims Family, citando Hugh Romney:
“‘We are not what we eat, we are what we don’t shit’, and that’s it”.
Un pò brutale ma molto HC, pane al pane e il resto al resto.
Buonasera Rob, non ho nulla di spesso da dire riguardo gli altri tre punti, per cui mi ammogisco e buono buono mi rassereno con un distillato di Nebbiolo.
Alla tua salute, al tuo Calvados e al mio Calvarios (passione eucaristica che fa perdere completamente i capelli). E buonanotte.
XXX
Claudio! Decisamente HC per carità…
Il Calvados ha fatto strage di cuori vedo, bene, bene…
E notte anche a te!
scusate se il mio ragionamento vi sembrerà forse elementare e scontato..ma se si fa qualcosa è x ottenere un beneficio..un risultato..e xk dovremmo accontentarci di
partecipare e poi vedere che tutto il nostro impegno,la nostra fatica..la nostra speranza..si sgretoli in un secondo posto..k troppe volte nn basta..potrei accontentarmi di partecipare ad una maratona,di non vincerla perché avrei l opportunità di riprovare con la consapevolezza che la mia vita non dipenda da quel momento..ma non posso,non possiamo, permetterci di arrivare secondi nelle nostre vite..le seconde possibilità li non ci sono..troppo spesso ci sono negate!
Coto: sicuramente in senso agonistico il secondo è il primo degli ultimi, a me di arrivare secondo di sicuro non va e non è una cosa alla quale tendo. Spesso però bisogna chiedere in prestito 50.000€ da un amico per accontentarsi di vedersene solo 5.000, mi spiego? Bisogna a volte forse (FORSE) aspirare a cose impossibili, come in un pezzo dei Cure, to wish impossible things, per arrivare a planare leggeri e riuscire a fare qualcosa che invece è effettivamente alla nostra portata.
Il punto è, come giustamente scrivi tu, che siamo qui di passaggio e passiamo una volta sola, ogni giorno è diverso anche se appeso al calendario come quello prima e quello dopo. Come dice “Uichi” sicuramente sta a noi rendere le cose migliori, non possiamo dire che è sempre colpa della profia cattiva se abbiamo 4 di latino, ma altrettanto sicuramente ci sono delle volte in cui siamo in stand-by per qualcosa che non dipende da noi ma è qualcosa dalla quale dipendono delle situazioni che stiamo attendendo, come se fossero bloccate…
Per questo girano le scatole e ululiamo alla luna “Perchè!”
Dipende quindi da che lato la analizziamo, spesso basta spostarsi di 10cm a fianco per vedere tutto da un’altra prospettiva. E’ vero che in buona parte dipende da noi, ma solo in parte. Si dice che in natura l’uomo sia l’animale perfetto… beh, a giudicare da quel che si trova nella scatola cranica di qualcuno nutro forti dubbi.
E comunque, di nuovo, conta solo il primo… qui ci sono degli aforismi annotati durante interviste fatti a piloti di Formula1 e ce n’è uno bellissimo in cui il giornalista chiede a Nelson Piquet (uno dei miei idoli) se per quella gare stesse o no puntando alla vittoria. La sua risposta è stata: No, voglio arrivare undicesimo… ci siamo capiti no?