Nella forte speranza che le cose cambino, ed in fretta, ho deciso di appuntare qui la situazione relativa al carico fiscale, alla gesione dell’asilo nido e a come questo possa pesare in termini economci nella gestione familiare.
Poniamo l’esempio di una retta mensile da pagare di €500. Teniamo presente che questa cifra può essere inferiore di poco -nel caso si tratti di asilo comunale- o superiore di poco -nel caso si tratti di struttura privata- rispetto a questo esempio.
Facciamo i conti adeguandoci a quanto dispongono le normative di legge oggi vigenti:
€500 x 11 mesi = €5.500
detrazione del 19% su un massimo di €632,00 annui ovvero €120,08
tradotto in termini economici, €5.500 – €120,08 = €5.379,92 e dunque questi soldi figurano agli occhi del fisco come presenti sul conto corrente e a disposizione.
Pertanto questi soldi sarebbero soggetti al pagamento di imposte, tributi e balzelli vari mentre SOLO €120,08 possono venire detratti annualmente.
Forza, Italia dunque… paese delle banane.


E considerando lo stipendio da fame, quando non sono in nero, che percepiscono le puericultrici o maestre d’asilo, e le migliaia di disoccupate che pagherebbero pur di avere una retribuzione mensile, quasi quasi converrebbe tenere la bimba a casa con un persona fissa che se ne prende cura…
Mi sembra tutto molto triste e lo capisco anche perché, pur non avendo figli, assisto ai salti mortali di mio fratello che ne ha tre, la piccola fa due anni il 14 agosto. Praticamente, lui e la moglie vivono in funzione del lavoro che serve per mantenerli, e dei turni di spostamento per sistemare i bambini da una parte o dall’altra.
Si, ma il discorso è ancora più ampio… se consideriamo da un punto di vista di sviluppo sociale infantile, che senso avrebbe tenere la bimba (in questo caso) in casa con i nonni fino all’età della scuola materna? O in alternativa, come tu proponi, con UNA persona -per quanto qualificata questa sia- che si occupi di lei durante il giorno?
Da quanto ho capito dalla struttura “asilo nido” e che mi è stata confermata dalle visite fatte, i bambini hanno modo di interagire con pari livello, cosa che inevitabilmente con il mondo adulto è impossibile fare.
Avere un bimbo che fino ai 6 anni resta in casa con un genitore/nonno/educatorequalificato che sia, non è un bene in prospettiva. Perchè il bimbo fino ad allora non ha mai avuto modo di avere un CONFRONTO, cosa che poi da un giorno all’altro sarà costretto a fare entrando in società. E questo non è bello.
Lo Stato chiede di aumentare le famiglie, di fare figli e possibilmente tanti, si sostiene da più parti che il Paese stia diventando un posto di vecchi, ma se gli aiuti veri sono questi… diventa ben difficile…
Aggiungerei visto che ci penso ora:
Se chiedo un muto in banca di pari importo, lo ottengo? quali garanzie di pagamento mi chiede un asilo?
al limite ti pignorano la bambina e la rivendono su ebay °;)
non male! ma mi chiedono fattura o posso venderla in nero????