Peso

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Da sempre. Penso che uno dei miei problemi fondamentali nella relazione con il prossimo sia la mia difficoltà a dare il giusto peso alle persone. E’ un discorso che si lega inequivocabilmente alle aspettative che io ho negli altri, spesso troppo elevate e pulite per rivelarsi reali.

Parlerei quasi di crisi, un termine che ha significati profondi che ci arrivano dalla antica Grecia e che oggi è semplicemente male interpretato dai più. Non una crisi mia di identità, bensì una crisi che definisce in modo analitico il rapporto che ho al di fuori dell’Io Me Stesso Mio. Considerarsi unità a sè è corretto ma anche cinico. Viviamo in un contesto sociale dove solo l’ascetismo è la risposta assoluta ed assurda di chi si dissocia dal mondo reale. L’opposto è quello di fare del social networking -reale, non informatico- la propria prerogativa di vita arrivando a dare troppo a tutti. E si torna all’inutilità iniziale di questa azione.

Il medio è dove sta la virtù? Mi interrogo. La gente vede solo il risultato finale di quel che fai e spesso per motivi di convenienza personale si congratula per i risultati che hai ottenuto ma in realtà guarda il proprio orticello lasciandoti il contentino, facendoti credere di aver fatto un buon lavoro quando in realtà non c’è vero interesse nel darti questa soddisfazione. Però lo fa. Perché dunque? Nessuno perde più il proprio tempo a vedere cosa c’è dietro le cose, tutta facciata, tutta apparenza. Si perde il senso più spicciolo della vita in questo modo e si diventa aridi e inutilmente soli. Se la mano di aiuto la trovi solo al fondo del tuo braccio, vero è che tutti avremmo bisogno di aiuto.

Vedere le cose in positivo è l’unica via, l’unica percorribile strada, ognuno sceglie di bruciarsi come crede e io faccio del mio meglio per durare più a lungo possibile.

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