E non è il Nick con cui si scrive sui blog anche se di scrittura in fondo si tratta. Oltre dieci anni fa ormai, il mio amico Stefano (che ora non c’è più…) mi chiese mentre si stava passeggiando in pausa pranzo per le strade centrali di Milano se ci fosse un libro che potessi senza dubbio consigliargli. In quel periodo a Milano ci vivevo e io e Stefano diventammo molto amici. Potrei definirlo come uno dei miei migliori amici di sempre. Curioso notare che in fondo due di questi sono andati via ormai e dunque i rapporti con questo Stefano e con Adriano si sono praticamente congelati nel tempo, saranno due fra i miei migliori amici di sempre. Per sempre.
Ad ogni modo, senza esitazione decisi per Alta Fedeltà di Nick Hornby. Un po’ perché lo avevo letto da poco e un po’ perché nel mio personale Universo QUEL libro ha una importanza strategica, critica. E così entrammo in libreria, uno di quei megastore aperti ad ogni ora del giorno e cercammo il libro. Prese l’edizione economica, l’unica disponibile, non ricordo se alla cassa pagai poi io o lui ma poco importa. Quella sera non ci saremmo visti, dovevo incontrare delle persone con cui stavo lavorando -motivo per il quale stavo a Milano- e lui doveva vedere degli amici che conoscevo anche io.
Mi chiamò il giorno dopo… dicendomi che aveva iniziato il libro nel pomeriggio una volta rientrato dal lavoro e che aveva tirato pacco a tutti terminandolo la sera stessa.
Ho comprato ieri un libro di Nick Hornby che ancora non avevo avuto modo di leggere. Me ne mancano due in realtà, questo è il primo della breve lista. Si tratta di Tutto Per Una Ragazza e quanto prima lo cercherò anche in edizione originale per rileggerlo, così come ho sinora fatto con tutti i libri di Nick.
Ai tempi di Alta Fedeltà mi è capitato spesso di chiedermi chi fosse in realtà questo Rob Fleming -il personaggio su cui ruota la storia del libro- perché quel che leggevo ed ho letto poi negli anni molte e molte volte aderiva ed aderisce a me sotto parecchi aspetti in maniera a volte disordinata, a volte puntuale ma sempre in modo sorprendente.
Tutto Per Una Ragazza è un racconto che parla di generazioni a confronto, non di musica, non di calcio e neppure di tentativi di suicidio. Il ragazzo protagonista ha 16 anni e la madre di questo ragazzo il doppio della sua età. Il nonno ha tre volte i suoi 16 anni per cui si potrebbe pensare che la storia della sua famiglia si è ripetuta uguale a se stessa da 50 anni a questa parte. Se avessi letto questo libro prima dell’arrivo di Rebecca sicuramente avrei dato un taglio diverso all’interpretazione della storia narrata. Di fatto invece il fato ha deciso che lo leggessi ieri, proprio ieri fra tutti i giorni disponibili e probabilmente lo terminerò oggi.
Mi chiedo se per tutti sia così, tutte le coppie, tutte le storie con i figli. I tiramolla, i dubbi, la voglia di andare avanti, la felicità di tenere appoggiato al petto il proprio figlio. Mi chiedo se queste siano costanti nella vita di tutti e dunque mi rispondo che in fondo è facile scrivere un libro del genere perché il plot di base non è così complicato da ideare e sviluppare. E’ però vero che considerando il numero di delitti in famiglia, di pazzie più o meno monetanee attorno al focolare domestico forse non è così per tutti. Forse solo per la maggior parte. Leggere Alta Fedeltà a trent’anni è stata una esperienza formativa e molto interessante. Leggere a quaranta questo libro lo è altrettanto. Ma oggi non mi chiedo più se io conosco di persona Nick Hornby o se lui conosce me. Il suo Universo ruota intorno a Londra, il suo verde, il suo grigio, la sua musica e i suoi pub…
Sono contento che scriva… e questo mi basta.


Ti lascio un commento per il video che hai postato, più che per ciò che hai scritto a proposito di Nick Hornby.
London Calling, pezzo d’apertura del concerto del Boss ad Hyde Park (DVD che ti consiglio di comprare perché è uno dei concerti memorabili di Springsteen, secondo me) è strepitoso.
Su Nick non abbiamo la stessa idea. Ho letto tre suoi libri, tra cui Alta Fedeltà, ma non mi sono piaciuti. Li ho trovati banali e al terzo, Non buttiamoci giù, ho capito che non avevamo nulla in comune io e lui, o almeno non la visione delle cose.
Non è un discorso da fare per post. Mi piace pensare che il mondo è bello perché è vario e se è vero che tu ed io condividiamo alcuni interessi come il Boss e le moto, per dirne un paio, sui libri siamo distanti
Nick direbbe che se le nostre rispettive librerie si incontrassero ad una festa avrebbero ben poco da dirsi