Un anno, una vita

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E’ passato solo un anno eppure sembra una vita fa… il prossimo 1° luglio sarà un anno esatto dall’ultima apparizione pubblica -per così dire- delle Note Sparse, di cui nessuno sente la mancanza tranne ovviamente il sottoscritto.
Più o meno in questo periodo un anno fa mi sbattevo a destra e manca per cercare di fare ascoltare a chiunque (approssimando per difetto) il mio CD e le mie canzoni manifestando la mia voglia di uscire fuori allo scoperto.
Oggi, in retrospettiva… continuo a ritenermi valido nel mio modo di comporre e di scrivere e continuo a pensare che il mercato sia troppo di ‘plastica’ per un prodotto come quello che posso sfornare io.
Ieri ho visto una trasmissione TV in cui era ospite l’autore della Macarena… il quale ha dichiarato che adesso (dopo milioni di dischi venduti ed una quantità industriale di diritti d’autore incassati) ha terminato di preparare il ballo nuovo. Ed il pezzo non è come è immaginabile degno di nota… ma sarà un successo e pioveranno valanghe di nuovi diritti d’autore sul suo già cospicuo conto in banca.
C’è qualcosa di malato nel mercato discografico di oggi, non c’è più la qualità che ci si aspetterebbe di trovare accendendo la radio…
Nel 1979 i dischi usciti erano per così dire di rilievo… Rod Stewart spopolava con Do you think I’m sexy, i Clash andavano per la prima volta in tour negli USA, i Police erano pronti con il primo disco, i Pistols (truffa, ok) erano in giro per il mondo a suonare il loro senso di anarchia… gli Stones segnavano il tempo ma Richards e Wood erano in giro a suonare con i New Barbarians… i Dire Straits erano in vetta con Sultans of Swing… I Cure debuttavano con Three imaginary boys… e Joe Jackson con Look Sharp, Michael Jackson era nei negozi con Off the wall e via discorrendo…

Cosa ricorderemo del 2009?

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